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SCHYWZ - LA MIA CITTA' NATALE



UN PO' DI STORIA

SVIZZERA CENTRALE

Questo itinerario riserva un tuffo nel barocco, ma anche un ritorno all’origine della Confederazione. Imboccando la strada N. 2 a est di Lucerna, si segue la sponda del lago dei Quattro Cantoni fino a küssnacht, quindi si entra in autostrada lungo la sponda meridionale dello Zugersee e superato il breve specchio del Lauerzersee si entra in SCHWYZ (517 M, 14.162 abitanti). Il capoluogo dell’omonimo cantone è uno dei primi tre Confederati (Uri, Schwyz e Unterwald), e quello che ha dato il nome alla Svizzera. A ragione, poiché il suo toponimo è fra i più antichi e ricorre in un documento scritto del 972, come Suittes. La città si presenta come un grosso borgo, in splendida posizione sotto le piramidi calcaree del Kleine e Grosse Mythen, che sorgono bianche da scure e fitte abetaie. Il cantone forestale non smentisce la sua vocazione alla natura, e come cuore romantico della Svizzera non potrebbe essere più adatto.
Dopo l’incendio del 1642 la piazza principale, la Dorfplatz, è stata ricostruita in un fastoso agglomerato di case barocche: prima fra tutte il Rathaus, del 1642, rivestito di legno e con vetri a stemmi all’interno, affrescato sulle mura esterne da preziose scene storiche (forse un po’ ridondanti) dipinte da Ferdinand Wagner nel 1891. su un fianco della piazza si eleva la candida mole della chiesa di St. Martin, capolavoro barocco (1728) dall’interno ricchissimo di stucchi. I fasti barocchi proseguono nella chiesa del Dominikanerinnenkloster, monastero settecentesco delle domenicane, che si raggiunge dalla Dorkplatz seguendo la Hinterdorf, strada su cui si allineano diversi eleganti edifici. Fra il XVII e il XVIII secolo vennero costruite diverse case patrizie ed edifici pubblici che si osservano passeggiando per le vie che partono dalla chiesa: Dorfbachstrasse, su cui si trova la Ital Reding Haus, del 1609, la più bella villa della città e Herrengasse, in cui sorge la Zeughaus, del 1711, prima granaio poi arsenale. A Schwyz sono conservati i documenti più antichi della Confederazione: in Bahnhofstrasse al 20 sorge il Bundesbriefarchiv, un palazzo moderno di linee eleganti, affrescato sulla facciata da Heinrich Daniot con un Giuramento dei Confederati. Al primo piano di questo storico archivio si raccoglie il meglio della retorica nazionalistica elvetica, peraltro esigua: il patto di uri del 1291, redatto in latino, il patto di Morgarten del 1315, le bandiere e gli stemmi dei cantoni. In questa zone si coltivano le ciliegie.
Quando alla sera rintoccano le campane della chiesa di San Martino, sotto ai picchi gemelli del Mythen (1898 m e 1811 m), Schwyz sembra proprio l’archetipo del villaggio. Ma con la luce del giorno, il capoluogo del cantone si rivela molto più all’avanguardia. A circa 10 minuti di cammino dalla piazza principale, a Ibach, si trova il luogo da cui proviene il famoso coltellino dell’esercito svizzero. La stazione ferroviaria di Schwyz si trova nel distretto di Seewen, a 2 km dal centro.

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